Ipertensione e i rischi per la sua salute. Un problema mondiale. Come evitarli ora?

Posted on 20/10/2020 | in:

Ipertensione e i rischi per la sua salute. Un problema mondiale. Come evitarli ora?

Per comprendere la portata mondiale della criticità dell’ipertensione, abbiamo trovato un interessante intervista al responsabile del progetto Epoch, Dr. Igor Fomin (cardiologo, dottore in scienze mediche e specialista capo in terapia del Volga District Medical Center), che in Russia studia da 20 anni il diffondersi delle patologie cardiache. L’intervista è stata pubblicata sul quotidiano online Landa.ru e ne riportiamo di seguito una sintesi.

Ipertensione - I consigli da HTN TelemedicinaIl primo posto tra le cause di morte in Russia non è il cancro, ma le malattie cardiache. Tra il 1998 e il 2017 sono stati condotti quattro studi, che hanno permesso di raccogliere un banca dati di 22.400 persone, che sono state seguite per quasi 20 anni con visite ed interviste.

A questi pazienti è stato somministrato un questionario incentrato sulla diagnosi dell’ipertensione arteriosa, malattie coronariche ed insufficienza cardiaca cronica. Sono state chieste informazioni su fattori di rischio, pressione sanguigna, battito cardiaco, peso. Le domande hanno riguardato anche il tipo di educazione ricevuta, la consapevolezza sulle malattie cardiache, la presenza o meno di qualche diagnosi, l'assunzione di farmaci. A questo proposito, alcuni non ricordavano neanche le dosi.

Sulla base delle risposte ricevute, è stato possibile identificare il gruppo a rischio di pazienti con possibilità di sviluppo di patologie cardiache. Le risposte hanno confermato che l'ipertensione nella popolazione è molto comune, risultando quasi del 40% nel gruppo. Inoltre, si è rilevato che in un gruppo di persone di età compresa tra 40 e 60 anni, il 55% soffre di pressione alta. E tra gli tra 60 e 80 anni, la percentuale sale all'80%.

Il sistema di prevenzione primaria non è sempre efficace. Alcuni fattori di rischio non sono più critici come un tempo: ad esempio, notiamo che negli ultimi 15 anni i fumatori sono diminuiti in modo significativo ed anche il consumo di superalcolici è diminuito recentemente. Però, si ingrassa di più: sei persone su dieci sono in sovrappeso. E l'eccesso di peso significa nuovi casi di diabete mellito, ipertensione, infarto miocardico, ictus, insufficienza cardiaca.

Un altro problema globale che influisce notevolmente sulla salute è la mancanza di attività fisica. In precedenza, circa il 5% dei cittadini era impegnato nell'educazione fisica, ora siamo al 15, ma questo dato è ancora troppo basso. Una scarsa attività fisica porta ad un eccesso di peso. Nessuna dieta nuova sarà d'aiuto, perché oggi stai scaricando la responsabilità su alimenti come il kefir o altro, e domani tornerai di nuovo agli stessi eccessi. Le calorie in eccesso devono essere bruciate fisicamente. C'è una formula: ogni cento grammi di dolci equivalgono a 35 minuti di intensa educazione fisica. È meglio mangiare una mela che una torta. In generale, si dovrebbero mangiare fino a cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Una porzione è quanto cibo sta nel palmo della mano. 

C'è una grande differenza tra una persona di venti ed una di sessanta. Più una persona è anziana, maggiori sono i rischi che ha di contrarre malattie. Ma possiamo comunque influenzare l’età di insorgenza di queste patologie. Un semplice esempio. Un uomo che fuma, abusa di alcol, è obeso, ha il diabete mellito, ipertensione arteriosa, ha subito un infarto miocardico. La sua età reale secondo il suo passaporto è di 38 anni, ma la sua età biologica sarà già di circa 70 anni. E viceversa: un uomo di 70 anni, magro, che nuota, non ha fumato, ha bevuto solo un bicchiere di vino al giorno, non ha il diabete né l'ipertensione, avrà un’età biologica è di 60 anni.

Molte malattie sono geneticamente determinate, ma alcuni fattori di rischio stimolano "geni killer", che innescano condizioni patologiche. Con pochi fattori di rischio, invece, una persona gestisce la propria predisposizione genetica. In questo caso, magari, la malattia si manifesta in età più avanzata, è molto più facile da gestire, oppure non si manifesta affatto.

Bisogna anche tener presente che, per le malattie cardiovascolari e per l'oncologia, i fattori di rischio sono gli stessi: obesità, alcol, fumo, cattiva alimentazione, in particolare eccesso di cibi dolci e grassi. Pertanto, la prevenzione primaria gioca un ruolo chiave nell'aspettativa di vita.

Molto importante è anche l’aderenza terapeutica. Molti pazienti non seguono precisamente la terapia prescritta. In alcuni casi, magari, per dimenticanza. In altri casi, perché pensano di poter salvaguardare la propria salute assumendo meno farmaci. E’ sempre molto importante seguire le prescrizioni del medico, per evitare di essere costretti poi ad assumere molti più farmaci in età più avanzata.

Sfortunatamente, con l'età, l'ipertensione progredisce e diventa più grave. All’inizio, si avrà magari una pressione a 90/140; dopo cinque anni, se non trattata, 100/150, poi a 110/160 e così via. Maggiore è la pressione arteriosa, più si formano complicazioni aggressive. Purtroppo in molti casi le persone si abituano alla pressione alta, non avvertono disagio e continuano così tranquillamente la loro vita

I sintomi dell'ipertensione non sono sempre facile da isolare. Ad esempio, la debolezza. Pensiamo a chi dopo pranzo sente l’assoluta necessità di sdraiarsi, oppure a chi ha voglia di tornare durante il lavoro, o a chi ha serie difficoltà ad alzarsi dal letto la mattina. Le persone di solito non prestano attenzione a tali sintomi, ma questi potrebbero essere primi sintomi di ipertensione. Bisogna comprendere che molto spesso non c'è un quadro clinico chiaro della malattia: qui non si parla di un attacco di cuore o di un ictus, quando una persona non può muoversi o urla di dolore. L'ipertensione è una malattia “molto riservata” e spesso è possibile determinarne la presenza solo con la sua rilevazione.

Pertanto, è necessario convincere le persone a misurare la pressione sanguigna regolarmente e, comunque, almeno una volta all'anno. Se vengono riscontrati valori superiori al normale, bisogna consultare immediatamente un medico.

L'ipertensione viene trattata?

Possiamo controllare la pressione solo con un’adeguata terapia ed uno stile di vita sano. Se una persona perde peso, fa attività fisica, smette di fumare e riduce significativamente il consumo di alcol, la pressione sanguigna diminuisce di 10-12 mm Hg.

Quando si manifesta l'ipertensione, è necessario eseguire esami del sangue per un profilo lipidico almeno una volta all'anno, cioè determinare il livello di colesterolo. Se è alto, c'è il rischio di formazione di placche aterosclerotiche nei vasi sanguigni. Molto spesso, anche con l'ipertensione, per non parlare delle malattie cardiache, i pazienti devono assumere statine. Questi sono farmaci che controllano il colesterolo nel sangue e riducono i rischi di ictus, infarto miocardico e insufficienza cardiaca.

Un'altro parametro, altrettanto importante, è la frequenza cardiaca. Dovrebbe essere controllata almeno una volta all'anno. Si può misurare con vari strumenti o, semplicemente, mettendo il dito sul polso e contare le pulsazioni per un minuto. Un ritmo di oltre 80 battiti al minuto è preoccupante e necessità di un confronto con un medico per determinarne le cause.

Si può quindi migliorare in modo significativo l'aspettativa e, soprattutto, la qualità della vita. Per fare ciò, è necessario assumere i farmaci esattamente nei tempi prescritti e controllare regolarmente la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Molto spesso la causa principale della malattia è la persona stessa, che dimentica di controllare pressione arteriosa e cuore per troppo tempo.

Il rischio di ipertensione riguarda quindi tutti in tutto il mondo. E’ importante quindi non dimenticare di controllare pressione e cuore regolarmente.

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