Il Progetto MIRATO procede a pieno ritmo per il miglioramento della telesorveglianza sanitaria domiciliare.

Posted on 03/24/2021 | in:

Il Progetto MIRATO nasce presso l’IRCCS Maugeri di Lumezzane, dove la Dottoressa Simonetta Scalvini (RUO Cardiologia Riabilitativa e RUO Continuità Assistenziale Ospedaliera), ideatrice del progetto e responsabile scientifico, decide di adattare il percorso di Telesorveglianza Domiciliare da anni adottato in Lombardia con buoni risultati per pazienti con Scompenso Cardiaco e BPCO (Telemaco, Nuove Reti Sanitarie) ad una nuova tipologia di pazienti emersa con l’esplosione della pandemia COVID.

Nei mesi centrali del 2020, infatti, il grande afflusso di pazienti affetti da SARS Covid 19 ha generato presso gli ospedali un turn over molto elevato degli stessi. Di conseguenza, al momento della dimissione, molti presentavano ancora difficoltà respiratorie, sintomi da allettamento ed altre disabilità conseguenti all’evento acuto dell’infezione. Inoltre, in alcuni di essi permaneva la possibilità della recrudescenza della sintomatologia (come, ad esempio, febbre, difficoltà respiratorie, tosse secca, e desaturazione del sangue).

In quel periodo, si è presto compreso come le problematiche post Covid-19 necessitano di procedure adatte a dimettere in sicurezza i pazienti, seguendo la loro convalescenza e, nel caso, intervenendo in modo rapido in presenza di una ripresa dei sintomi. Tutto ciò avviene da anni per lo scompenso cardiaco cronico (SCC) e la broncopatia cronica ostruttiva (BPCO), per i quali sono attuati in Lombardia dal 2006 i percorsi domiciliari di Telesorveglianza, ora a regime e tariffati, con acclarati benefici per i pazienti e per il sistema sanitario regionale.

Si trattava quindi di declinare sulle esigenze dei pazienti post Covid-19 un’esperienza maturata in più di 15 anni di lavoro sui percorsi di telesorveglianza domiciliare per pazienti cronici.

L’occasione è stata data dal Bando di Regione Lombardia “per il finanziamento di progetti ricerca in ambito sanitario connessi all’emergenza del Covid-19” (DGR XI / 3017 del 30/03/2020), che ha permesso di consolidare l’intuizione iniziale e definire una collaborazione tra ospedale e territorio con sistemi di comunicazione e gestione dati, assicurando il monitoraggio dei pazienti con appropriati e semplici strumenti tecnologici. La telesorveglianza domiciliare è diventata così fondamentale per assicurare la continuità delle cure e la sostenibilità del sistema sanitario, riducendo anche il rischio di contagio per gli operatori sanitari.

All’IRCCS Istituti Clinici Maugeri di Lumezzane e di Tradate, si sono unite l’ASST di Bergamo Est e l’IRCCS Auxologico di Milano. Ognuno dei partecipanti, provenienti da aree particolarmente colpite dalla pandemia, apporta la propria esperienza. L’Università di Bergamo contribuirà invece ad aggiornare e innovare le scelte tecnologiche e l’integrazione delle informazioni con il FSE, e assisterà il gruppo di progetto nella valutazione dei risultati.

Il progetto è stato approvato da Regione Lombardia il 17 giugno ha preso l’avvio lo scorso 17 luglio.

La durata è di un anno, con possibilità di proroga per sei mesi, con previsione di arruolamento di 600 pazienti, di cui 200 come controllo. Al momento, nonostante la ripresa della pandemia che ha riportato le criticità all’interno delle strutture ospedaliere, è in piena fase operativa e risultano arruolati 356 pazienti.

Ancora una volta, HTN è protagonista nei progetti di Regione Lombardia nelle sperimentazioni in telemedicina. Sin dai primi anni 2000, la collaborazione tra HTN e Fondazione Maugeri ha costituito un driver efficace per arrivare alla definizione dei protocolli di telesorveglianza domiciliare attualmente tariffati in Regione Lombardia. Tutta l’architettura tecnologica del progetto MIRATO è messa a disposizione da HTN: la piattaforma tecnologica (il gestionale SmartTelemedicine), per l’archiviazione dei dati e delle informazioni sanitarie, e i device dati in uso ai pazienti per la rilevazione dei dati sanitari (saturimetri, saturimetri a trend, ECG, smartphone preconfigurati con l’APP HTN TELEMEDICINA).

Il set di device, in particolare, è di ultima generazione. Per la prima volta sono stati forniti ai centri ospedalieri più device elettromedicali, tutti connessi con l’APP HTN TELEMEDICINA preinstallata su uno smartphone. Per il paziente, diventa così estremamente semplice inviare i propri dati sanitari in qualsiasi momento al centro ospedaliero di riferimento. I dati rilevati dal device elettromedicale vengono infatti inviati all’APP che, in tempo reale, li trasferisce su SmartTelemedicine dove risiede il dossier sanitario personale (PHR – Personal Health Record) del paziente, per un’immediata possibilità di lettura da parte del care-giver dedicato. Per ogni paziente, possono essere configurate delle soglie di allarme che avvertono immediatamente il care-giver in caso di superamento.

Tra i device a disposizione del paziente, spicca un nuovo dispositivo per il monitoraggio in continuo della saturimetria, che permette quindi un’attività di monitoraggio molto più accurata e completa rispetto ai saturimetri tradizionali. I valori rilevati possono essere scaricati al termine del periodo di osservazione oppure in tempo reale, per un monitoraggio puntuale. Presto questa nuova metodologia sarà proposta anche ai pazienti privati, affetti da particolari patologie dell’apparato respiratorio, attraverso il network della Farmacia dei Servizi Federfarma.

L’architettura tecnologica sottostante il Progetto MIRATO, ancora una volta, non rappresenta la telemedicina di per sé, bensì costituisce il collante per la realizzazione di un sistema efficace ed efficiente di telemedicina, che vuol dire organizzazione dell’erogazione dei servizi sanitari a distanza ed integrazione fra le figure professionali dedicate ai diversi livelli di cura ed assistenza domiciliare.